Il datore di lavoro è condannato per l’incidente mortale anche se il lavoratore ha violato le direttive impartite, compiendo un’attività espressamente vietata. Di fronte alla violazione di varie disposizioni antinfortunistiche da parte dell’azienda, non risulta abnorme la condotta del dipendente che disapplica elementari norme di sicurezza: l’area di rischio di chi è titolare della posizione di garanzia, infatti, risulta ampliata dalla mancanza di qualsiasi forma di tutela fino a comprendere atti che dipendono dall’inerzia del datore.

Riepilogo dei fatti di causa e della vicenda di merito

In data 11 gennaio 2016 avveniva un grave sinistro sul lavoro, in cui un lavoratore, mentre si trovava all’interno di un silo, preposto alla raccolta di bucce degli agrumi, finalizzato, in conformità all’oggetto sociale della società datrice, all’attività di trasformazione dei frutti medesimi in succo, al fine di riparare un guasto (blocco del c.d. “buratto”, ossia il motore preposto a filtrare il succo d’arancia), per cui lo stesso chiamava un collega; detto collega, prontamente accorso, avvertiva...

Riproduzione riservata Ⓒ